Un piccolo viaggio in alternanza

Giorno 22 Marzo, il Monastero dei Benedettini ha accolto degli ospiti speciali: la classe 2C dell’istituto comprensivo ‚ÄúGrazia Deledda‚ÄĚ. I ragazzi hanno scoperto pian piano le bellezze del Monastero, grazie alla loro guida Giovanni, che con entusiasmo e con una serie di giochi interattivi √® riuscito a coinvolgerli ed appassionarli durante il percorso all’interno del luogo.
Per iniziare, Giovanni ha riunito i ragazzi nel cortile antistante alle aule del Dipartimento di Scienze Umanistiche, dove ha spiegato le modalità della visita e ha presentato noi, alunni del Liceo Classico Nicola Spedalieri, parte attiva del progetto alternanza scuola-lavoro con Officine Culturali. Ai ragazzi sono state distribuite delle mappe con i giochi a step, che avrebbero poi completato durante il percorso.
I ragazzi, ormai pronti per iniziare il loro viaggio di scoperta all’interno del Monastero, sono stati condotti sugli scavi della collina di Montevergine, la cui lunga e travagliata storia √® stata spiegata dalla guida. Nello stesso luogo sono stati mostrati loro i resti delle antiche domus romane, strutture gi√† familiari, che sono riuscite a coinvolgerli attivamente e a farli partecipare alla spiegazione del luogo tramite le loro stesse conoscenze. Grazie alla spiegazione, integrata dalle informazioni dei ragazzi, sono stati forniti gli strumenti adatti per completare i primi due giochi della mappa.
Da qui, √® facilmente raggiungibile l’antica cucina monastica, che oggi ospita la sala dello schedario della biblioteca del Dipartimento di Scienze Umanistiche. I ragazzi sono rimasti incuriositi dal luogo, cercando di capirne il precedente e l’attuale utilizzo, che poi gli √® stato rivelato dallo stesso Giovanni, spronandoli a completare il successivo gioco con energia e voglia di fare.

Il chiostro di ponente, dove si √® svolto lo step successivo, √® stato uno dei luoghi che ha pi√Ļ emozionato i ragazzi. Questi si sono immersi in una dimensione passata, immaginando studenti come loro trascorrere le ore scolastiche in un paradisiaco spazio all’insegna del verde, dominato da un’imponente fontana, la cui vicenda storica √® stata raccontata dalla guida. Questo per√≤ non √® stato l’unico chiostro ad interessare i ragazzi, che sono stati rapiti dal colore e dall’antico uso della ‚ÄúCaffeaos‚ÄĚ nel chiostro di levante, mostrando una grande voglia di conoscere tutto ci√≤ che gli stava intorno.

I ragazzi, facendo attenzione a non disturbare le lezioni in corso, sono passati per l’antirefettorio e sono stati accompagnati nella cucina realizzata dall’arch. G.B. Vaccarini, ascoltando attentamente la spiegazione sulle diverse fasi architettoniche del luogo: da quelle operate dai monaci benedettini, a quelle di uso civile. Certamente, √® impensabile visitare le cucine senza passare per le cantine monastiche, dove i ragazzi si sono sentiti dei piccoli esploratori, immersi in un ambiente sotterraneo ricco di storia e di misteri. L√¨ hanno provato a capire gli usi civili e monastici di ogni elemento che Giovanni presentava loro. Inoltre hanno fatto la conoscenza di Mario, lo scheletro di un cavallo, la cui inaspettata funzione li ha sorpresi. Sicuramente, l’ambiente che li ha lasciati a bocca aperta √® stata la Sala Rossa, dove hanno dato spazio alla loro fantasia, condividendo con gli altri l’interpretazione che ognuno aveva della particolare struttura del soffitto.

Alla fine della visita, noi ragazzi dello Spedalieri, ci siamo rivolti a docenti e alunni, ponendo loro delle domande sull’esperienza appena conclusa. L’esito finale dell’intervista si √® rivelato ampiamente positivo, in quanto tutti sono stati entusiasti del metodo coinvolgente con cui √® stata svolta la visita che, attraverso i giochi e i racconti, ha permesso ai giovani visitatori di apprezzare a pieno la storia del Monastero dei Benedettini. Dal canto nostro, √® stato importante ed entusiasmante sentirci parte integrante dell’attivit√†, lavorando a fianco del team di Officine Culturali.

Claudio Costa, Barbara Giummarresi, Graziana Marraffino, Giulia Scursuni Cantarella, Orazio Sorace.