
Officine Culturali dalla sua nascita come associazione fino alla più recente trasformazione in cooperativa passando per la stipula dell’Accordo di Partenariato speciale Pubblico-privato con l’Università di Catania, crede che la storia e l’innovazione non debbano solo coesistere, ma alimentarsi a vicenda, concretizzando una delle frasi che più ci ha guidato: “Progettare un futuro per il passato” (GDC). Il progetto “La Fabbrica dell’Archivio” è la prova concreta di questa visione: una significativa esperienza di crescita che ha potenziato le nostre competenze, fornendoci strumenti e contenuti nuovi per operare nel settore della valorizzazione dei beni culturali.
Il cuore operativo del progetto è ovviamente il Monastero dei Benedettini a Catania, dove operiamo in diverse aree coinvolte nel rinnovamento: l’Info Point/Bookshop, il Museo della Fabbrica e SpaziOfficine, dove svolgiamo attività per i più piccoli e le più piccole, ma anche attività per e con le comunità. Ma il vero motore del Progetto “La Fabbrica dell’Archivio” sta nelle stanze che profumano di carta e storia dell’Archivio del Museo della Fabbrica, tra disegni, pratiche, foto e documenti, che raccontano la storia di un luogo unico. Se il monastero vanta una storia secolare (e il sito su cui venne edificato addirittura millenaria), a partire dal 1977 ha vissuto una grande opera di recupero. I fili della sua storia sono stati raccolti e tessuti dall’Ufficio Tecnico dell’Università di Catania sotto la supervisione del grande architetto Giancarlo De Carlo. Questo lavoro venticinquennale, guidato da grandi professionisti e studiosi (come lo storico Giuseppe Giarrizzo), ha creato un’opera unica per la sua capacità di apertura, rispetto della storia e creazione di un ambiente florido per la comunità studentesca che oggi vive questo spazio come sede universitaria. Alla fine degli anni ’90, l’archivio “corrente” dell’Ufficio Tecnico fu isolato e delineato, vista l’importanza dei documenti in esso contenuti. Nacque così l’Archivio del Museo della Fabbrica, una costola dell’Archivio generale dell’Università di Catania, risultato della spontanea iniziativa del geometra Antonino Leonardi, che ne curò l’ordinamento sin dai primi anni Novanta. Un lavoro serio di progettazione culturale parte infatti dalla profonda conoscenza del luogo che si vuole raccontare.
L’archivio non supporta solo la ricerca, ma è il cuore del Museo della Fabbrica. Il Museo, che si sviluppa attorno a quella che un tempo era la cucina monastica, fu ideato per raccontare le vicende storico-architettoniche del plesso, una vera sineddoche della città di Catania. La Cucina e il suo Ventre, spazi “stupefacenti per la loro qualità misteriosa” (GDC), furono realizzati da G.B. Vaccarini a partire dal 1739. Il piano cottura principale della Cucina, decorato da vivaci ceramiche, e il suggestivo ventre sottostante (che manca di fondazione, impiantato direttamente sul banco lavico) oggi custodiscono la memoria delle ingegnose tecniche e dei materiali di costruzione utilizzati.
L’innovazione è stata messa al servizio della storia. Il progetto “La Fabbrica dell’Archivio” non ha voluto snaturare l’archivio con un semplicistico “digitalizziamo tutto“, ma si è impegnato in un lavoro capillare e minuzioso sulle unità archivistiche. Non basta la tecnologia: un’importante parte del progetto è stata investita nella figura dell’archivista, la dottoressa Alessandra Caponnetto. Per sette mesi, Alessandra ha svolto un ruolo chiave nella sistemazione fisica definitiva dell’archivio, nella formazione mirata del nostro personale, trasferendo un know-how fondamentale per la sostenibilità futura, e nell’avvio e supervisione del lavoro di digitalizzazione e schedatura. L’acquisto mirato di stampanti, scanner e PC ha coadiuvato l’attività di digitalizzazione. Lavorando in modo minuzioso sui documenti originali, questi non solo diventano di più veloce consultazionei, ma soprattutto vengono preservati, diminuendo lo stress fisico su materiali a volte delicatissimi. Fino ad oggi, abbiamo scansionato e conservato digitalmente oltre 1.000 disegni e 1.500 fotografie del nostro archivio. Un patrimonio inestimabile salvato e reso accessibile.
Con il progetto TOCC – Decreto Direttoriale n. 385 del 19/10/2022 – SUB – INVESTIMENTO 3.3.2 – Sostegno ai settori culturali e creativi per l’innovazione e la transizione digitale finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU ci siamo muniti non solo di strumenti, ma anche di contenuti visuali (video e grafica) grazie ai professionisti Giovanni Tomaselli e Alessandra Rigano. Abbiamo creato un repositorio di immagini, video e grafiche e una linea grafica coordinata completa, che useremo a lungo per materiali ludico-didattici e supporti per l’offerta futura dell’Archivio e del Monastero dei Benedettini.

Il lavoro sull’archivio ha già iniziato a raccontare storie importantissime sull’intera Area dell’antico Corso, poiché conserva materiali anche di diversi edifici del centro storico, come la Chiesa della Purità. Abbiamo infine sempre grazie al progetto investito in una piattaforma gestionale integrata che copre tutte le nostre esigenze operative: Biglietteria ed E-commerce, gestione finanziaria e raccolta di statistiche cruciali sui visitatori per migliorare costantemente l’esperienza offerta.
In definitiva, il progetto “La Fabbrica dell’Archivio“, insieme agli altri progetti che portiamo avanti ci ha permesso una crescita sotto il profilo tecnologico, gestionale e organizzativo, garantendo benefici a lungo termine sia per la valorizzazione del patrimonio culturale che per l’efficienza quotidiana della Cooperativa.
Il video racconto del progetto “La Fabbrica dell’Archivio”



