Tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della Cooperativa Sociale Officine Culturali, insieme alle volontarie del Servizio Civile Nazionale impegnate presso la nostra cooperativa e con la piena solidarietà del CdA, il 22 settembre aderiranno allo sciopero generale per Gaza.
Pertanto nella giornata di lunedì 22 settembre 2025 verranno interrotte tutte le attività di gestione, amministrazione, formazione e comunicazione e i servizi al pubblico, comprese le visite guidate e l’apertura dell’Info Point al Monastero dei Benedettini di Catania e con probabili implicazioni per la regolare apertura del Museo di Archeologia.

Nota delle lavoratrici e dei lavoratori di Officine Culturali
Non possiamo e non vogliamo restare in silenzio di fronte a quello che sta accadendo a Gaza. Il nostro sciopero è un atto di insofferenza, di interruzione del flusso “normale” delle cose: crediamo che creare disagio sia necessario per dire basta al genocidio di un intero popolo. Ogni giorno lavoriamo per generare impatti positivi sulle comunità, contrastare le povertà educative e trasformare i beni comuni in spazi di integrazione e aggregazione. Proprio per questo non possiamo restare indifferenti di fronte alla violenza che, giorno dopo giorno, si consuma nella striscia di Gaza. La nostra non è solo una scelta come persone, ma anche come professioniste e professionisti che da molti anni lavorano con tante persone e comunità e che non possono restare indifferenti.
La violenza non è una cultura che ci appartiene.
Nota del Consiglio di Amministrazione di Officine Culturali
Il CdA di Officine Culturali, prendendo atto della legittima scelta di chi lavora per la cooperativa sociale, manifesta piena solidarietà con la decisione del personale dipendente, a fronte della vergognosa condizione in cui il popolo palestinese di Gaza e della Cisgiordania versa ormai da due anni, dopo quasi ottant’anni di razzismo e sopraffazione.
Il mondo culturale deve prendere posizione e chiedere l’immediato arresto di ogni azione genocidaria da parte di Israele (con la complicità dei suoi alleati), così come riconosciuto il 16 settembre 2025 con il rapporto della Commissione internazionale indipendente delle Nazioni Unite d’inchiesta sul territorio palestinese occupato. E come se non bastasse, oltre le vite umane viene distrutto sistematicamente un patrimonio culturale architettonico e archeologico in terra palestinese che rappresenta i tratti originari di civiltà millenarie molto importanti per tutto il Mediterraneo, cancellando una memoria collettiva che ci riguarda tutti, come popoli di questo mare.
Pertanto, confidiamo che la nostra comunità di riferimento e le persone utenti ci comprendano se questa volta non ci scuseremo per il disagio, perché il disagio che tutti e tutte stiamo provando in questo momento storico deve portarci all’azione immediata e improrogabile.