I laboratori teatrali di educazione affettiva, a cura di Lara Torrisi e Officine Culturali, con la collaborazione dell’Oratorio San Filippo Neri, si sono svolti in due momenti. Il primo nell’autunno 2025, nell’ambito della rassegna “Relazioni in CORSO. Sperimentare per trasformare”, iniziativa di “Palcoscenico Catania 2025. La bellezza senza confini 2025” promossa dal Comune di Catania; il secondo nella primavera-estate 2026, grazie ai fondi raccolti attraverso il 5×1000 nel 2025. Un modo, per Officine Culturali, per restituire alla comunità quanto destinato alla cooperativa, portando avanti un progetto in cui crediamo: offrire spazi di confronto in cui sentirsi accolte e accolti e costruire relazioni più sane.
Lara Torrisi, che ha ideato e condotto il percorso insieme a Officine Culturali, racconta il senso di questo lavoro.

Tra l’autunno del 2025 e la primavera-estate del 2026, l’Oratorio Salesiani San Filippo Neri ha ospitato “Nei miei panni”, un laboratorio teatrale intensivo dedicato a ragazzi e ragazze, pensato come uno spazio di crescita, confronto e scoperta di sé attraverso il linguaggio del teatro.
In un tempo in cui i ragazzi e le ragazze sono costantemente espostə a modelli relazionali spesso contraddittori e hanno poche occasioni per confrontarsi in modo autentico su emozioni, affettività e relazioni, creare spazi dedicati all’ascolto e al dialogo diventa una sfida educativa sempre più importante. Parlare di affettività oggi significa educare all’umanità, al rispetto reciproco, alla consapevolezza di sé e dell’altrə, offrendo ai/lle giovani strumenti per costruire relazioni sane, libere e responsabili. Per questo “Nei miei panni” ha voluto essere non solo un laboratorio teatrale, ma anche uno spazio sicuro, accogliente e privo di giudizio, in cui ogni partecipantə potesse esprimersi, mettersi in gioco e sentirsi ascoltatə.

Il titolo del progetto racchiude il cuore dell’intero percorso: mettersi nei panni dell’altrə non significa soltanto interpretare un personaggio, ma imparare ad ascoltare, comprendere e accogliere punti di vista diversi dal proprio. È un invito a guardare oltre le apparenze, a superare giudizi, pregiudizi e indifferenza, riscoprendo il valore dell’empatia e dell’umanità nelle relazioni quotidiane.
Il laboratorio si è sviluppato in due momenti intensivi, tra loro collegati. Il primo ha accompagnato i/le partecipanti in una riflessione sul significato dell’affettività e sull’importanza di riconoscere l’altrə come persona, capace di emozioni, fragilità e potenzialità. Attraverso esercizi teatrali, improvvisazioni e scene corali, i ragazzi e le ragazze hanno esplorato cosa significa indossare simbolicamente i panni degli altri e delle altre, lasciando cadere i veli del giudizio e imparando a costruire relazioni più autentiche.

Il secondo laboratorio ha rappresentato il naturale proseguimento del cammino intrapreso, entrando nel vivo delle emozioni e delle dinamiche affettive. L’attenzione si è concentrata sul valore dell’amore nelle sue diverse forme, sulla reciprocità, sul rispetto, sulla cura dell’altrə e sulla capacità di vivere relazioni sane e consapevoli. Il teatro è diventato così uno strumento privilegiato per dare voce a domande, esperienze e sentimenti spesso difficili da esprimere, offrendo ai/lle partecipanti uno spazio sicuro in cui confrontarsi e crescere insieme.
A conclusione di ciascun percorso è stata presentata una performance aperta al pubblico. Le due restituzioni sceniche, concepite come due capitoli di un’unica narrazione, hanno raccontato l’evoluzione del viaggio vissuto dai/lle giovani protagonisti/e: dalla scoperta dell’altrə e dell’empatia fino alla consapevolezza del valore delle emozioni, dell’affettività e della reciprocità.

“Nei miei panni” è stato molto più di un laboratorio teatrale: un’esperienza educativa capace di intrecciare arte, relazione e crescita personale. In un’epoca in cui non è sempre semplice trovare luoghi in cui sentirsi accoltə, ascoltatə e liberə di parlare di ciò che si prova, il progetto ha voluto offrire ai/lle giovani un ambiente in cui sperimentare il valore della fiducia, della condivisione e dell’incontro. Un percorso che ha trasformato il palcoscenico in uno spazio di ascolto e di crescita, lasciando
nei/nelle partecipanti non solo il ricordo di emozioni autentiche, ma anche strumenti concreti per vivere con maggiore consapevolezza le relazioni e affrontare il quotidiano con uno sguardo più aperto, rispettoso e profondamente umano.
