Il 22 aprile si celebra la Giornata della Terra, un’occasione per ricordare l’importanza del mondo vegetale per la sopravvivenza della nostra specie. L’essere umano dipende infatti dalle piante e dagli ecosistemi che esse costituiscono per motivi che spesso dimentichiamo o diamo per scontati – basti pensare all’ossigeno che respiriamo o al cibo che mangiamo.
Nel corso degli ultimi decenni la nostra specie ha spesso dimenticato il rapporto intrinseco che ci lega da sempre all’ambiente naturale, allontanando sempre di più la natura dalle nostre città e dalle nostre vite.
L’Orto Botanico dell’Università di Catania – fondato nel 1858 in periferia e inglobato negli anni nel contesto urbano – è oggi uno scrigno di biodiversità nel cuore della città: giardino scientifico e di ricerca del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali – Unict, è al tempo stesso un museo verde che ci ricorda quali siano le nostre origini e quale possa essere il futuro delle nostre città.

Grazie all’accordo di partenariato speciale pubblico-privato tra Officine Culturali e l’Università di Catania, l’Orto Botanico diventa anche un luogo di scoperta, divulgazione ed educazione ambientale per le giovani generazioni, oltre che per i cittadini e le cittadine di ogni età. Le attività educative, i percorsi guidati e i workshop progettati da Officine Culturali in collaborazione con il Dipartimento diventano occasioni di riflessione sull’ecologia e sulla tutela ambientale.
Studenti e studentesse di ogni grado esplorano la grande biodiversità del nostro pianeta attraverso percorsi alla scoperta di diversi ecosistemi – da quelli tropicali custoditi all’interno della grande serra, sino a quelli mediterranei conservati all’interno dell’Orto Siculo – imparando a conoscere le grandi tematiche ambientali del nostro tempo, e portando con sé la consapevolezza di quanto sia importante conservare le meraviglie naturali dell’unico pianeta che ci ospita.
Ogni pianta compresa nella visita è uno strumento di dialogo e confronto che offre una chiave di lettura del mondo in cui viviamo, raccontando storie e aneddoti spesso legati alla nostra civiltà: un esempio è il Ginkgo biloba, fossile vivente risalente al tempo dei dinosauri, sopravvissuto persino al bombardamento atomico di Hiroshima; o il Papiro, che abbiamo conosciuto studiando gli Egizi durante i nostri primi anni di scuola.

Attorno a queste storie, dove botanica e racconto scientifico si intrecciano, sono stati progettati percorsi tematici e attività educative come “Il giro del mondo in 80 piante”, percorso in cui si va alla scoperta del mondo vegetale ma anche della geografia dei continenti e degli ecosistemi che li caratterizzano, collezionando su un planisfero le figure di specie provenienti da ogni parte del globo; o come “Osservare e sperimentare”, laboratorio in cui il viaggio è quello intrapreso nell’evoluzione delle piante e dei loro adattamenti, dall’estrazione della clorofilla sino alla meraviglia suscitata dall’osservazione degli stomi al microscopio, trasformando i meccanismi della traspirazione e della fotosintesi in esperienze che non si dimenticano.

I percorsi stagionali come “Sentieri d’autunno” e “Orto in fiore” sono pensati invece per far riscoprire ai visitatori e alle visitatrici le meraviglie naturali che un tempo scandivano ciclicamente le nostre vite, dai colori accesi delle foglie autunnali ai profumi intensi delle fioriture primaverili; mentre percorsi più specifici come “Il respiro del pianeta” sono mirati alla divulgazione e sensibilizzazione su determinate e importanti tematiche ambientali, quali il surriscaldamento globale e il fondamentale ruolo delle foreste di fronte ai cambiamenti climatici.

L’arnia didattica, che dimora all’Orto Botanico, è un ulteriore strumento che offre la possibilità di far comprendere concetti ecologici complessi, quali la coevoluzione e l’interazione tra le specie all’interno degli ecosistemi di cui facciamo parte, sensibilizzando inoltre sull’estrema importanza degli insetti impollinatori da cui dipende gran parte delle nostre colture.

I cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità sono altri temi che le visitatrici e i visitatori incontrano con la Zelkova sicula, un albero a rischio estinzione endemico della Sicilia, testimone dell’antica vegetazione subtropicale che nel Terziario caratterizzava il Mediterraneo, presente solo in rarissime popolazioni localizzate sui Monti Iblei e conservato all’interno dell’Orto Siculo, dove spesso si concludono i percorsi. Ma se da un lato l’inizio della visita introduce l’importanza delle piante per le risorse che esse ci offrono, dall’altro lato la visita si conclude rivelando come in realtà tutte le specie viventi siano da tutelare, poiché tutte ci riguardano direttamente o indirettamente.
È forse la sfida più difficile e allo stesso tempo importante, comprendere e far comprendere come la nostra specie sia parte di qualcosa di più grande, questo grande organismo vivente che chiamiamo “Terra”: la nostra unica casa.
Grazie. Complimenti per la pregevole attività. Colgo l’occasione per rendere noto che, poiché dal 27 marzo scorso Italia Nostra sezione di Catania e Provincia mi ha eletto presidente per il prossimo triennio, auspico e propongo convergenza di imopegno e azioni, quando e quanto possibile, in sinergia.
Buongiorno Zaira, la ringraziamo sentitamente e ci congratuliamo per il nuovo incarico: sarà un piacere potersi confrontare su possibili collaborazioni.